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Il welfare che verrà

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Un incontro di approfondimento del welfare come punto di sviluppo del futuro delle imprese. 

Il 2° meeting IEP del 2020 si è collocato all’indomani dell’avvio della fase 3 dell’emergenza Covid, quando sono ormai maturi i tempi per elaborare i primi ragionamenti su cosa è stato e cosa resterà nel welfare aziendale della tragica esperienza collettiva appena passata.

Tre sono stati gli interventi di stimolo alla riflessione sul futuro del welfare aziendale:

Francesco Maietta – Censis: Rileggendo il III° Rapporto Censis-Eudaimon ai tempi del Covid-19

Luca Pesenti – Università CattolicaLavoro, welfare e relazioni ai tempi del Covid-19: cosa resterà?

Emmanuele Massagli – AIWADal Decreto Rilancio in avanti: il welfare che verrà, per un lavoro dai nuovi connotati

Secondo Francesco Maietta del Censis, si evidenzia uno spazio crescente per il welfare aziendale per la sua capacità di contribuire ad accrescere il benessere dei lavoratori, sia in termini di tutele sociali sia di vero e proprio sostegno economico. È un welfare aziendale che si misurerà in primis con il tema della tutela della salute, oggi centrale, e con quello dell’assistenza agli anziani non autosufficienti: nonostante gli annunci della politica, nessuna spesa pubblica sarà in grado di coprire le crescenti esigenze della sanità e dell’assistenza sociale.

Tra i vari spunti forniti dal professor Pesenti, è verosimile attendersi un riassetto del welfare aziendale nella direzione di una valorizzazione della sua componente sharing, di condivisione all’interno dell’azienda e tra gli stakeholders del valore generato, in particolare negli ambiti della salute, del benessere e del supporto economico, che sempre più caratterizzeranno i bisogni dei lavoratori e rappresenteranno i driver di sviluppo del movimento del welfare aziendale.

Fare welfare aziendale nel futuro prossimo significherà, soprattutto per gli operatori ma non solo per loro, trasformarsi in veri e propri hub dell’innovazione, guardare al territorio, rinsaldare le relazioni tra tutti gli attori di welfare, accompagnare gli utenti nella welfare experience.

Infine, secondo Emmanuele Massagli di AIWA (l’associazione degli operatori del welfare aziendale), il welfare aziendale potrà arricchirsi di una nuova anima, quella che lo vede come un veicolo attivo per le politiche pubbliche del dopo-Covid, funzionale a mettere a terra le misure economiche introdotte nella fase Covid e finalizzarne gli effetti.

Da questo punto di vista, le interlocuzioni in atto a livello politico potranno dare il via a nuovi e interessanti ambiti di presidio per il welfare aziendale, dalla mobilità sharing e green, ai device ormai indispensabili per la didattica a distanza, passando dai prodotti e servizi per la tutela della salute.