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Il nostro programma di welfare: da professionisti!

Genio Eudaimon

A settembre 2017 è nato Genio, il programma di welfare che Eudaimon ha messo a disposizione delle sue persone.


L’obiettivo è stato quello di creare una soluzione innovativa che punta all’equità: risposte specifiche per i bisogni di ognuno. Per raccontarvi GENIO nel modo più chiaro possibile, abbiamo fatto qualche domanda ad Alberto Perfumo, il nostro amministratore delegato.


  • Come si chiama il programma welfare di Eudaimon? E perché avete scelto questo nome?

L’abbiamo chiamato Genio, non perché sia geniale – o, con una battuta, non solo per quello – ma perché richiama il significato del nome Eudaimon, che in greco vuol dire “genio del bene”.


  • Quali sono le caratteristiche di “Genio”?

Il nostro piano di welfare combina due aspetti fondamentali:

  1. il welfare non è retribuzione ma risponde con equità ai bisogni dei lavoratori
  2. i servizi di welfare sono personalizzati e sono utilizzabili in maniera flessibile.

Ciò significa mettere insieme le caratteristiche di flessibilità delle soluzioni, che è un valore importante per le persone (ognuno sceglie secondo le proprie esigenze personali e famigliari), con quelle di equità del piano: i bisogni non sono tutti uguali ma dipendono dalle singole situazioni.


  • Quindi non si tratta di un programma di flexible benefits tradizionale?

Non è un programma alimentato con le risorse dei lavoratori, non c’entra nulla con la retribuzione e vuole fortemente aderire ai bisogni, in una scaletta di priorità che l’azienda ha scelto. Eudaimon ha privilegiato la famiglia e la salute delle sue persone e su queste ha deciso di offrire dei supporti. Nel 2018, arricchiremo ancora il programma.

Al tempo stesso, il programma è flessibile perché ogni persona può utilizzare il suo credito welfare per i servizi che rispondono alle sue esigenze.

Ah, dimenticavo: niente gadget nel piano, né pay-tv né buoni acquisto. Per noi, il welfare è legato ai bisogni primari.


  • A quante persone è rivolto? 

E’ rivolto a tutti i quaranta collaboratori ed è tagliato su categorie che dipendono dai bisogni. Ad es., il credito è proporzionale al numero dei figli di ciascun collaboratore.


  • Un programma di welfare per gli esperti del welfare… hai interpellato i tuoi colleghi per il disegno del piano?

Certamente!

Lo diciamo sempre ai nostri clienti: pur essendo degli esperti ed avendo accumulato informazioni sui bisogni e sull’apprezzamento dei servizi di welfare da centinaia di migliaia di lavoratori (dipendenti delle oltre 250 aziende clienti), non ci sogneremmo mai di procedere senza ascoltare le persone. Hanno sempre qualcosa di originale da dire e hanno piacere ad essere coinvolte.


  • La tua idea è quella di svilupparlo nel corso del tempo? Se sì, come?

Il programma crescerà nel prossimo futuro sulla base di un disegno fatto inizialmente attraverso la fase di ascolto, completando alcuni altri ambiti, come la previdenza. E senza dimenticare l’importanza dei feedback che raccogliamo dai nostri colleghi sul gradimento del piano erogato. Perché bisogna ascoltare sempre.