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Lavorare durante e dopo il Covid-19: perché è importante il welfare aziendale – 1° parte

Forbes

Forbes ha prodotto alcune interviste che partono dall’Instant Report creato in collaborazione tra Censis e Eudaimon e passano attraverso le testimonianze di tre grandi aziende nostre clienti circa la situazione attuale nel mondo del lavoro.

Di seguito abbiamo riportato le parti più salienti dell’apertura fatta da Alberto Perfumo, CEO di Eudaimon, e della testimonianza di Maurizio Tosi, Coordinatore Welfare e Benefits di Michelin.

Infine, troverete il link collegato al video in cui potrete ascoltare direttamente le interviste.

 

Alberto Perfumo, CEO di Eudaimon, riporta alcuni dei dati recenti e più importanti derivanti dalle interviste fatte ai lavoratori tra settembre ed inizio ottobre per la creazione dell’Instant Report Censis-Eudaimon:

"È in atto una profonda rivoluzione nel mondo del lavoro, il lavoro è cambiato forse in modo permanente e su alcuni importanti aspetti è cambiato in peggio: sono infatti cresciuti lo stress e la fatica.

Tra gli intervistati emerge che chi lavora da casa sta meglio rispetto a chi, per questioni di attività, si deve recare sul luogo di lavoro: i bisogni di ognuno sono polverizzati e frammentati e ciò crea disuguaglianze tra i lavoratori.

È il momento che il welfare faccia la sua parte all’interno delle aziende e nella vita dei lavoratori."

 

Maurizio Tosi, Coordinatore Welfare e Benefits di Michelin, racconta del cambiamento avvenuto a causa del Covid-19 all’interno di un’azienda manifatturiera e di come si è adattato il programma di welfare aziendale interno.

“Un’azienda manifatturiera come la nostra è fatta principalmente da fabbriche, quindi abbiamo messo in atto azioni di protezione dei lavoratori attraverso cambiamenti igienici sanitari. Dall’altra parte c’è stato il rafforzamento dello smart working, che già veniva fatto precedentemente alla pandemia e che è stato irrobustito.

Il 20% dei dipendenti di Michelin ha avuto la possibilità di lavorare da casa durante il lockdown e, finito tale periodo, è stato attivato uno smart working generalizzato, ove fattibile, con una percentuale del 50%. Oggi ovviamente le percentuali sono tornate ad alzarsi a causa dei seguenti dpcm.

Questo periodo ci ha insegnato l’importanza dell’ascolto, capire quali sono i veri bisogni anche a rischio di arrivare all’individualità dei bisogni stessi. Abbiamo aperto a partire dal periodo del lockdown dei servizi, ora sono strutturali, di vero e proprio ascolto delle persone sia dal punto di vista dei bisogni lavorativi sia delle esigenze all’esterno per far sì che si possano focalizzare le azioni di welfare aziendale su un bisogno sentito.  Ci stiamo concentrando maggiormente sulla parte People Care che in Michelin ha radici molto profonde, per dare alle persone un aiuto concreto.”

Ascolta le interviste