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Conciliazione: quando il tempo libero pesa più della busta paga

Tempo e lavoro

Più tempo libero e crescente attenzione alla qualità di vita e lavoro; questi i nuovi trend tra i lavoratori. Come ha spiegato il 1° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale del 2018 (Roma, 24 gennaio) infatti, il 58,7% è a favore di iniziative di conciliazione. Lo sono soprattutto i laureati, i lavoratori con bambini piccoli, i lavoratori con redditi medio alti. Tra i servizi più richiesti, secondo il Censis, ci sono prestazioni legate alla sanità, alla previdenza integrativa, al trasporto da casa (ad esempio abbonamento ai mezzi pubblici), asili nido e centri vacanze, rimborsi per le spese scolastiche.

Ma a che punto è la situazione in Italia, realtà fatta soprattutto di piccole aziende, anche familiari, che poco sanno di welfare per i propri dipendenti? Risponde Alberto Perfumo, amministratore delegato di Eudaimon, uno dei principali provider italiani specializzati nella progettazione di piani di welfare per le aziende, e autore del libro dal titolo provocatorio “Il welfare aziendale è una iattura” (Este edizioni): “Abbiamo assistito a un progressivo miglioramento della situazione rispetto agli inizi e questo grazie anche ad alcune normative favorevoli degli ultimi anni.

Il punto è saper rispondere con una personalizzazione del welfare sulle esigenze di benessere delle persone. Non si può “imporre” un qualcosa anche se con l’intento di migliorare il benessere della persona, verrebbe meno il suo valore aggiunto. In questo senso, è fondamentale prestare attenzione a come si sceglie di raccontare il welfare all’interno dell’azienda, ma non solo; capita che un programma risulti poco conosciuto o mal fruito dai dipendenti poiché non affiancato da corrette politiche di comunicazione per cui le persone, anche se dotate di strumenti, non sanno in che modalità accedervi”.

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